Valencia diventa la prima città del mondo a calcolare l’impronta idrica dell’attività turistica

Valencia | 29.07.2021 | 15:11

La città vuole essere una destinazione turistica a impronta neutra sia di carbonio sia di acqua

Valencia segna una nuova tappa nel suo compromesso con lo sviluppo di un turismo sostenibile, diventando, cosi, la prima città del mondo a calcolare l’impronta idrica del turismo. Una nuova ricerca realizzata dall’azienda Global Omnium, in collaborazione con la Fondazione Visit Valencia e il comune della città, mostra l'impatto delle azioni umane sulle risorse idriche, calcolando il consumo e la contaminazione dell'acqua dolce che deriva, direttamente o indirettamente, dalle diverse componenti delle attività turistiche, dal trasporto e dall'alloggio al consumo nei ristoranti e nei luoghi di svago.  

L'iniziativa fa parte della Strategia del Turismo Sostenibile della città, che si unisce agli sforzi per diventare una destinazione a emissioni zero entro il 2025. Allo stesso modo, Valencia ambisce ad avere un’impronta idrica neutra attraverso una gestione più efficiente di questa risorsa vitale. La ricerca è stata verificata da AENOR, l'Associazione Spagnola di Normalizzazione e Certificazione. 

 

L'impronta idrica del turismo a Valencia

Secondo la ricerca realizzata, il volume totale del consumo di acqua derivato dall'attività turistica a Valencia nel 2019 è stato di 74,23 ettometri cubi, che rappresenta un'impronta idrica di 0,315 metri cubi per turista al giorno. Nel calcolo sono inclusi anche i crocieristi e coloro che semplicemente visitano la città per un'escursione. 

Solo il 16% del totale corrisponde al consumo diretto di acqua da parte dei turisti, soprattutto negli alloggi turistici, mentre l'84% è un consumo indiretto associato alla produzione di beni e servizi, o alla lavorazione degli alimenti. Questo include principalmente i pasti che i visitatori consumano nei ristoranti della città, gli acquisti che fanno nei negozi e il mantenimento delle attrazioni e dei luoghi di svago. D’altra parte, l'uso dei trasporti (sia il trasporto pubblico che il noleggio di auto) rappresenta solo lo 0,10% dell'impronta idrica del turismo. 

I servizi idrici pubblici rappresentano solo lo 0,53% dell'impronta idrica, una cifra che dimostra l'alta efficienza idrica della città, la più alta in Europa, con l'87% di efficienza effettiva grazie, tra le altre cose, a una completa rete di misurazione digitale. 

Calcolare l'impronta idrica è il primo passo per identificare le opportunità di ridurre il consumo di acqua e attuare le misure necessarie per una gestione più sostenibile dell'acqua. Questo non solo genererà risparmi favorendo l'economia locale, ma contribuirà anche alla conservazione degli ecosistemi naturali e i visitatori potranno godere di una destinazione sostenibile, sicura e sana.